domenica 5 dicembre 2010

L'Associazione culturale Tradizionalista Sol Invictus ringrazia tutti coloro che han partecipato e quelli che hanno sostenuto la cena di solidarietà per i ragazzi di Teramo ai domiciliari.

sabato 13 novembre 2010



Oggi pomeriggio i militanti dell'Associazione Culturale Tradizionalista Sol Invictus hanno tenuto un banchetto volantinando per il centro di San Benedetto del Tronto in memoria di Gabriele Sandri. Chi dimentica è complice...GIUSTIZIA PER GABRIELE !

lunedì 8 novembre 2010

L'ALTRA FACCIA DEL CAPITALE

Secondo quanto trasmesso dal regista Michael Moore nel suo recentissimo film “Capitalism: a love story”, in America la ricchezza è detenuta da circa l’1% della popolazione mentre il restante 99% passa la propria vita alla vana ricerca di accaparrarsi anch’essa la sua fetta di benessere. Alla “vana ricerca”, poiché come fa notare lo stesso Moore, questa piccolissima parte di popolo, tanto esigua quanto ricca e potente, si oppone in maniera traversale. Ora, non staremo qui ad analizzare attraverso quali escamotage questa lobbie di plutocrati riesce in tutto ciò e nemmeno vogliamo dare seguito alla riflessione finale del regista-produttore, secondo il quale la Democrazia è la soluzione a questa ingiustizia collettiva. Come abbiamo già sostenuto e ripetuto in passato, essendo la Democrazia rappresentativa, e non diretta quindi, essa presta il fianco, fino ad esserne divorata, al capitale e ai suoi fautori. Gli Usa, da sempre espressione massima del capitalismo e del iper-libero mercato, hanno inculcato nei propri cittadini la filosofia secondo il quale la libertà di una persona è sostanzialmente nella possibilità, più o meno concreta, di diventare ricchi. A guardare con occhio critico, cercando con malizia l’altra faccia della medaglia, al di là dei bei sorrisi ostentati dai manager di wall street, ci sono dei retroscena agghiaccianti sulle condizioni della “popolazione coloniale americana” (i veri Americani, ovvero gli Indiani, dopo lo sterminio di un paio di secoli fa sono rimasti poco più di 2 milioni, ovvero l’1% scarso dell’intera popolazione). L’America è Il paese con il più alto numero di barboni in rapporto al numero di abitanti; un cittadino avente diritto di voto su due si astiene; sono circa due milioni i giovani americani che non riescono ad iscriversi all’università perché non hanno i soldi, i restanti invece sono costretti a contrarre un debito che oscilla tra i 50000 e i 140000 dollari, per mutui che hanno una durata media di 25 anni; il numero dei pignoramenti di case nel biennio 2009-2010 è salito del 25%; 50 milioni circa sono le persone (praticamente la popolazione italiana) che non hanno un’assicurazione sanitaria e di conseguenza non possono accedere alle cure mediche, anche quelle di prima necessità, mentre dei circa 250 milioni di assicurati è a volte difficile, se non impossibile, accedere alle coperture finanziarie garantite dalle assicurazioni e negate attraverso le più disparate congetture legali. Il capitalismo attraverso i suoi falsi miti e le sue martellanti propagande, è riuscito nel suo intento: la divisione individualistica dell’essere umano. Gli Uomini isolati e comprati, non cooperano più in funzione del bene superiore della collettività e dello Stato, ma si emancipano in funzione della loro egoistica libertà individuale. E’ questo il modello che stiamo importando qui nella cara e vecchia Europa. I governi di tutti gli stati dell’unione (economica) europea servono e seguono diligentemente il nuovo padrone a stelle e strisce in guerre senza senso e in discorsi nei quali il sostantivo più frequentemente usato è “Pil”. Lo smantellamento graduale, costante e crescente, dello Stato Sociale istituito più di 60 anni fa, sta alimentando in maniera vertiginosa la lotta di classe tra poveri, sempre più poveri, e ricchi, sempre più ricchi. E’ d’obbligo quindi in questo senso, ripristinare il ruolo di faro del mondo culturale e sociale, staccando l’Europa da questo regime capitalistico, liberandosi dei suoi avidi usurai profittatori e senza scrupoli.

domenica 24 ottobre 2010

EVITA: UNA GOCCIA D’AMORE

Il 26 luglio del 1952 lasciava per sempre la sua amata Argentina la giovane Maria Eva Duarte de Perón, gran personaggio politico e sociale; moglie, sostenitrice e collaboratrice del presidente argentino Juan Domingo Perón. Sempre fiera delle sue umili origini mai rinnegate, conobbe fino alla sua adolescenza fatica, miseria e stenti che segnarono il suo buon cuore e la resero fin da bambina molto sensibile e combattiva sul fronte dell’ingiustizia sociale, nella divisione tra “i ricchissimi e i poverissimi” nel suo Paese. Forte e agguerrita nel portare avanti il peronismo, (comprendente il nazionalismo, l’autarchia, la giustizia, il corporativismo) in cui credeva fervidamente non si è mai lasciata scoraggiare da quelli che lei stessa chiamava “uomini comuni”: coloro che appartengono alla “mediocrità, sterile e velenosa”, sempre pronti a criticare o attaccare qualsiasi posizione o idea senza averne una propria ben definita, approfittatori di ogni novità per scopi personali. Al contrario lei non peccò mai di egoismo o di ambizione ma ogni sua azione, pensiero, volontà fu sempre rivolta al popolo, nel quale lei ricercava e metteva tutta se stessa con un amore e una passione incomparabile. Rivoluzionaria e amata dai suoi descamisados, gli uomini di umili origini, la gente semplice, i lavoratori, tutti coloro che si sentono popolo, che amano, gioiscono e soffrono come tale. La chiamavano affettuosamente “Evita” e al suo seguito manifestarono per la liberazione del generale Peròn nell’ottobre del 1945, arrestato per le sue idee sovversive. Madre di tutti i bambini, i deboli e i poveri; compagna dei lavoratori; sorella e amica di tutte le donne, si prodigò, nonostante la sua malattia, con impegno ed interesse nelle questioni e nell’assistenza sociale, favorendo la costruzione di ospedali, scuole e nidi per gli infanti (colorati, allegri, con materiale di prima qualità per uscire dal grigiume e dalla miseria quotidiana); o dedicandosi all’emancipazione della donna, creando il ramo femminile del Partito Peronista e portando l’ Argentina nel 1951 al suffragio universale. Non si limitò solo a seguire il vecchio modello della “moglie del Presidente”, mostrandosi unicamente nelle apparizione pubbliche o partecipando alle cerimonie ufficiali; lei si fece carico dei problemi della comunità e di una responsabilità nei confronti di tutti, ben consapevole però di quale fosse il suo posto e ruolo; lei fu “moglie del capo, della guida degli Argentini”. Innamoratissima del suo compagno e del suo popolo, piccola, umile, semplice, disposta a tutto, guidata dal suo cuore trovò la sua energia e determinazione nell’unica forza costruttiva: l’amore, poiché come scrive in La ragione della mia vita, la sua autobiografia “nella donna è naturale darsi, concedersi totalmente per amore; in questo darsi è la sua gloria, la sua salvezza, la sua eternità”. (…) L’amore è darsi e dare la propria vita. (…) Quando si comincia a dare la vita, soltanto allora si compie opera d’amore.”

lunedì 27 settembre 2010

IL DIO MODERNO

“Divinità invisibile” e “meritrice universale”, così definiva il denaro W. Shakespeare in una sua opera, denominazioni riprese poi nei Manoscritti del 1844 da Marx. Lontano dal condividere l’alternativa comunista, inadeguata e ricca di antinomie, è tuttavia da accettare la definizione del denaro come di un efficace equivalente universale, accumulabile; un oggetto privo di limitazioni spazio-temporali e qualitative, in grado di sconvolgere e confondere ogni rapporto, capace di comprare e vendere tutto e tutti. Un vero genio della lampada, che permette di realizzare ogni desiderio in realtà, trasformando nel contempo i tuoi desideri stessi in qualcosa di puramente materiale e concreto. È questo l’ effettivo Creatore, il Signore del mondo che con la sua potenza sovversiva muta il bello in brutto, la fedeltà in infedeltà, l’onore in disonore, la lealtà in slealtà, l’amore in odio, ma anche il vile in onorevole, il turpe in pregio, l’avidità e l’ambizione monetaria in virtù . Trasforma la visione generale della natura e della vita stessa, oggettivando un gesto, una parola, un emozione; privilegiando la praticità rispetto al teoretico; l’empirico all’ideale; l’utile alla conoscenza… Questa ricchezza materiale, divenuta simbolo e feticcio della società capitalista, adorato e ricercato direttamente o indirettamente, non a caso viene etichettata come fonte di alienazione dell’uomo, distruttrice dell’ essenza stessa della sua natura. Riduce l’individuo a un semplice mezzo, un puro strumento, che si può, anzi si deve, sfruttare fino all’ultimo per trarne vantaggi personali, per assicurare a se stessi benessere e ricchezza senza curarsi minimamente dell’Altro e del suo Essere. In questa mentalità inaridita dal guadagno tutto è ridotto al possesso e all’egocentrismo, si è pronti a sacrificare relazioni, meraviglie naturali, risorse umane, come se il fine giustificasse sempre i mezzi ed effimeri beni valessero di più di un sentimento, di una amicizia leale, di un’emozione sincera. Oggi si vive nell’era dove il centro del nostro universo è l’economia. Tutto ruota attorno ad essa, le leggi economiche hanno soppiantato quelle naturali. L’Ordine Naturale è stato sostituito da quello economico, poiché prima ci deve essere guadagno, crescita economica, rialzo di transazione poi vengono posti di lavoro, foreste incontaminate, salute pubblica. La nostra stessa vita è spesa nell’affannosa ricerca di denaro, cercando di cumulare quanti più beni materiali possibili, poco importa se essi siano totalmente inutili per la nostra sopravvivenza. Tutti hanno un prezzo, tutto può essere comprato si dice, perfino la nostra dignità, la nostra coscienza, i nostri ideali, la nostra vita …come un allettante Faust rivisitato, pian piano ogni uomo cade preda del dolce fascino del male monetario, arrivando a vendere la propria anima per puro egoismo. Almeno però nell’opera del Marlow infine il “dottor” si pente del suo peccato, cosa che purtroppo non avviene spesso nell’elitario e sterile mondo del business.

venerdì 17 settembre 2010

“FRATELLO ANIMALE, SORELLA NATURA”

Per molti sinistroidi, filo-anarchici, paladini della libertà, difensori della natura e degli animali, intenti a combattere una lunga crociata contro carnivori ingordi, sadici vivisettori e convinti di avere il monopolio etico e sociale su alcuni temi, in quanto i soli ad occuparsene, questo articolo risulterà scomodo. Sembra forse inaccettabile (dati i miseri e numerosi tentativi di confutazione, smentiti oramai da neutrali ricercatori e storici) ma la Germania Nazionalsocialista nel 1933 promulgò le prime leggi per la protezione degli animali, contro la vivisezione, pubblicizzò un regime alimentare vegetariano, enfatizzando i benefici di una tal dieta e mosse una prima campagna contro l’inquinamento e il fumo, intuito come il maggior responsabile del cancro. Vennero attuate nei locali pubblici, uffici, ristoranti, treni, leggi anti-fumo e creati appositi ambienti separati. Convinti difensori della natura, rispettosi del suo ordine ed equilibrio, i tedeschi abolirono i cibi modificati geneticamente, proibendone la ricerca, la produzione e l’importazione; spinsero la popolazione a consumare solo alimenti naturali, semplici e genuini, e ad erigere costruzioni in armonia con l’ambiente, senza provocare sensibili danni o sconvolgimenti al terreno, foreste e correnti d’acqua. Alla luce di tutto questo, se ancora vale la definizione secondo la quale il fine dell’uomo è quello di vivere cercando di perfezionare e sviluppare anima e corpo e in definitiva la propria essenza, e ancor più quella sullo scopo di uno stato, cioè il garantire la realizzazione degli individui all’interno della comunità e del bene comune, sorgono spontanee alcune considerazioni. Facendo un veloce paragone tra la società attuale e quella di un Tempo viene da chiedersi se sia preferibile un paese in cui viene incentivata un’alimentazione naturale volta a migliorare la salute dei suoi cittadini o uno che propone continuamente cibi malsani, modificati e tossici volutamente creati per ammalare i consumatori; uno stato che s’interessa e s’impegna nella difesa della natura e degli animali, vittime innocenti dell’ingordigia umana o uno in cui si sfrutta e si svilisce ogni cosa ed essere per un maggior profitto. Meglio una società che spinga al benessere psico-fisico attraverso attività motorie, in grado di prevenire malattie, ridurre il consumo di farmaci e garantire una vivacità intellettuale o una improntata sulla comodità, l’inattività e la sedentarietà, in cui le soluzioni ai problemi sono in pillole o in sale operatorie e in cui i cittadini sono vittime di numerose speculazioni e strumentalizzazioni? Una che crea luoghi di incontro e di comunità, fondamentali per la fiducia, la cooperazione e una convivenza serena tra la propria gente o una che separa e individualizza sempre più?

giovedì 9 settembre 2010

STATO ORGANICO - UNICA DEMOCRAZIA SERIA

"...e con le loro menzogne ed efferatezze cosa hanno risolto? Tu hai solo 25 anni eppure sei qui nonostante tutte le loro falsità. Io probabilmente non ci sarò il giorno in cui la sacra verità verrà alla luce, ma vivrò nel cuore di ogni giovane come te". Con queste marmoree parole che rimarranno per sempre nella nostra memoria facevamo la conoscenza, in una soleggiata giornata di primavera, di un vecchio all'alba delle 89 primavere che risponde all'altisonante nome di Sermonti Rutilio. Basta digitare il suo nome su un qualsiasi motore di ricerca per capire in breve di quale personaggio stiamo parlando: avvocato, scrittore, pittore, sociologo insomma un erudito, ma soprattutto un guerriero. Il suo amico Nicola Cospito ha scritto di lui: "Sermonti è partito volontario per il fronte nel 1940 e da allora non è piu tornato". Ed infatti è proprio con questa affermazione che Sermonti apre ufficialmente la conferenza/dibattito promossa, il 15 maggio 2010, come sua prima iniziativa dall'Ass. Cult. Sol Invictus di San Benedetto del Tronto. In una sala conferenze dell'hotel Quadrifoglio gremita da una settantina di persone, l'autore ha presentato uno dei suoi ultimi testi di scienza politica dal titolo "Stato Organico - unica democrazia seria". L'autore ha letteralmente catalizzato l'attenzione della platea sviscerando le problematiche che impediscono attualmente alla classe politica di amministrare al meglio la Nazione, non mancando di portate pratici raffronti su "esperienze politiche passate" infiammando cosi il giovane pubblico in sala. Non volendo anticipare il contenuto dell’opera, possiamo tranquillamente affermare che questa è l’unica e reale Alternativa agli attuali sistemi demo-borghesi, orchestrati dalle lobbies capitalistiche internazionali. O almeno come l’autore stesso ha definito Stato Organico, una bozza sulla quale lavorare e discutere e dalla quale partire per un progetto pià ampio. La conferenza si è protratta per circa due ore con un finale a "botta e risposta" con un Sermonti a tutto campo, naturalmente vendute anche numerose copie che l'autore ha provveduto ad autografare con tanto di dedica. Per Noi certamente una grande soddisfazione nel vedere tante realtà del Piceno e del vicino Abruzzo intervenire così numerose. Un doveroso ringraziamento al maestro Sermonti per aver battezzato la prima uscita pubblica di Sol Invicuts. A tutti l'invito a non mancare alla prossima iniziativa.